22-24 Maggio 2009: III Raduno Astrofili.org

27 Mag 2009 di davidem27

Un saluto festoso a tutti. :D
Ho ancora negli occhi (e nelle ossa) i passati duegiorni pieni, intensi del nostro terzo raduno.
La prima sensazione è la solita che mi accompagna ad ogni fine-raduno: siamo così tanti (forse sempre di più) che 2 giorni, anche se vissuti 20 ore su 24, non bastano per conoscere tutti quanti, per passare un po’ di tempo assieme, al telescopio o davanti a un piatto di pasta….e funghi.

Il rimpianto più grosso di quest’anno, almeno per me, è stato non riuscire a scambiare almeno 10 minuti di risate con tutti quanti.
In più avevo il mio “special guest” a cui dovevo dar retta. Non potevo trascurarlo altrimenti me l’avrebbe fatta pagare per le prossime 500 osservazioni che faremo insieme….vero dobbino?

Ho tentato di allacciare da subito i rapporti con il nuovo robo, anche con una probabile fusione (cit. Dragonball) e la cosa sembra essere riuscita, almeno sotto il cielo stellato.

Fu-sio-ne!!!!

Fu-sio-ne!!!!

Ma incominciamo dall’inizio

In 4 ore il sottoscritto in compagnia dell’immenso Angelo Cutolo giungono in quel del Prato Contessa. Ore 19.30, appena in tempo per la cena eheheh…

L’andirivieni di gente è tanta e l’accoglienza è, come non mai, travolgente. Saluti e presentazioni ovunque.
E’ sempre un’immenso piacere rivedere gli amici di tante battaglie sotto il cielo e conoscerne di nuovi, tanti quest’anno.

Montato il nuovo bimbo (che è un RPAstro a tralicci da 16 pollici) e l’80ino di Angelo, ci si fionda a tavola.

Mega saluto generale e brevi chiacchierate fanno da preludio alla prima abbuffata di funghi.

Come di consueto, all’uscita troviamo l’imbrunire. Evvai!!!!! Si cominciaaaa :mrgreen:

Il primo impatto col robone, un tubo da muovere e una prima luce da fare: ho ritirato il tele nuovo da Tecnosky solo 3 giorni prima dello StarParty e non ho avuto un attimo per sverginarlo sul cielo. Sono veramente emozionato.

Scelgo la sua prima luce: Arturo.
“Ohhhhhh……..è luminoooosa!” è lo scontato commento che strozza l’emozione dei 16 pollici di diametro, tutti contrapposti :mrgreen:

La serata promette una qualità del cielo buona. Ma non ricordo lo stesso cielo dell’anno prima (che era già peggiore di quello del 2007).
Poco male, voglio osservare!

Primo oggetto? M57. Pompo subito l’ingrandimento: nessuna stellina centrale! Ma il buco della ciambella non è nero, la nebulosità è evidente rispetto al fondo cielo che circonda la planetaria. Planetaria che, se guardata attentamente, mostra variazioni di luminosità sui bordi più esterni. Con il 400mm sembra, rispetto al 12″, che sia “aumentata la dinamica”, tanto per riprendere un termine fotografico.

Si va avanti su M3. Wow… ma non tanto. C’è qualcosa che non va. Il tele mi sembra che necessiti di una collimazione più attenta. Chiedo lumi al grande Peter, che conosce un f/4.5 molto bene. C’è da collimare. Montiamo la barlow e ricentriamo il secondario e il primario. Tac! Ripuntiamo M3…ora va meglio :D

Si prosegue con tanti oggetti ma mi limito soltanto a tenere traccia di quelli che mi hanno fatto sentire evidente la differenza di 10cm con il vecchio grande Lightbridge:

M51: in tutte le salse. In binoculare è micidiale. Poco luminosa ok, ma contrastatissima. Le spirali sono grandi e dettagliate. E’ pazzesca! Dopo una decina di minuti di wow da parte dei piacevoli compagni desiderosi di un’occhiata in uno specchio da 40cm si passa alla visione in mono.
Parto con Il nagler 17, solo 105x: dalla mia bocca escono mugugni tipo Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”.
Orgasmo puro.
Saltava fuori TUTTO, ponte di materia incluso e confermato da altre 3 persone. Ovviamente abbiamo tutti quanti visto la supernova… :| :? :evil:

M109: per la prima volta la galassia a ridosso di Phecda aveva un nucleo stellare ed evidente! Ma, soprattutto, per la prima volta AVEVA UNA BARRA!

M108: dettagli OVUNQUE all’interno della “Surf Galaxy”: nucleo, rigonfiamenti di luce e parti chiaroscure.

M27: il mio pataccone preferito. L’avrò vista centinaia di volte. Questa, però. è speciale. Fotografica.

M5: secondo me…è il più bello di tutti. Stop.

M10: Il “ragno” come lo chiama Maximored.

M20: Tri-fi-da. Netta. Contrastata.

NGC4485 / 4490: a ridosso di Chara, beta CVn una delle coppie di galassie interagenti più belle del cielo: dettagli sfumati e la differenza dal 12 al 16 è servita! Ad alti ingrandimenti non perdeva un pelo.

M101
: vista la seconda notte, con cielo slavato e peggiore di quello della prima. Tuttavia le spirali erano li. Separate. Si intravedeva il solito [i]knot[/i] sul braccio est.

NGC6888: Crescent, grazie all’UHC Thousand Oaks era chiara e tonda. l’”uncino sud” di divideva in due.

NGC6992 / 6960: Pazzesca? Pazzesca.

Mi fermo qui, per quanto riguarda gli oggetti. Il tele necessita di un bilanciamento ottimale e godersi al top tutti gli oggetti non era possibile, un po’ per l’emozione un po’ per l’abitudine a muovere il totem, che non è il LB12.

Lo spettacolo assoluto che non mi aspettavo ce l’ha regalato la Stazione Spaziale Internazionale.
L’ho seguita da est fino a un po’ oltre lo zenit.

I pannelli erano evidenti da SUBITO assieme al corpo centrale. Ma a un certo punto, poco vicino allo zenit, spuntan fuori le singole antenne!!!!!!!
Non ci credevo….
Ma la sopresa non era finita. Il tempo di far cambiare l’angolo di illuminazione al triangolo Sole-Stazione-Terra e spuntano fuori dal corpo centrale I SINGOLI MODULI. Incredibile…incredibile…

Chiamo matteo.dibella per condividere la spettacolare visione. Ci si prova: lui all’oculare, io al telrad, ma non so quanto il cecchino abbia fallito il colpo. Con Luca (nibble) ce l’avevo fatta…

Più che le osservazioni, però, di questo Raduno vorrei ricordare:

- Peter, la sua compentenza, i suoi sorrisi, la sua genuinità e simpatia, la sua particolare voglia di cielo e…la sua birra :mrgreen:
- Luca (nibble): quello che prima era un compagno fisso di osservazioni ora, per colpa della distanza è solo un compagno di chiacchierate su msn…e rivederci sotto il cielo è stata una cosa…inaspettata.
- l’intero, sostanzioso, gruppo di nuovi amici con i quali, come già detto, non ho avuto il piacere di passare 10 minuti a sparare ca##ate.
- rivedere gli amici del “cimitero” lottare contro tutti i casini con la strumentazione fotografica….e il sottoscritto a scialare bellamente sotto il cielo, con l’unica preoccupazione che ci fosse troppo coma nell’oculare. :D
- Giancarlo Erriquez, conoscenza lontana ma…chi se l’aspettava di rivederlo ogni anno :mrgreen: E’ sempre un piacere Sensei.
- la serenità di essere in un campo a 1400mt fatto di amici, tutti con la stessa passione.
- l’emozione della prima luce di un telescopio di [b]quaranta centimetri[/b]: non ci credo ancora che è mio…
- l’improvvisa e sentita amicizia di tutti gli utenti, che nella prima notte volevano regalarmi l’onore di osservare con me….chissà come mai, poi di sabato, son tutti spariti :lol:
- un ex amministratore col suo bellissimo telescopio :mrgreen: Della serie “Ce l’abbiamo noi! Ce l’abbiamo noi! Il Fenomeno!” hihiih…
- Renzo: prima o poi ti meno! ;)
- Un amico che l’anno scorso non è potuto essere dei nostri perchè era impegnato a sposarsi….ma dico io, si può?!?! ehhehe…
- Angelo Cutolo, mitico e sublime come sempre nel suo cazzeggio astronomico :mrgreen:
- La conferenza bipolare sbab-m27: non si erano mai sentite 4 cazzate dette così bene tutte insieme LOL
- Gianni Benintende che sa chi sono e come mi chiamo! :shock: Quasi quasi mi rimetto a fotografare! LOL
- Non continuo perchè dovrei andare avanti ancora tanto e tutti quelli con cui ho parlato mi hanno regalato qualcosa, non vorrei dimenticarmi di qualcuno

Quello che non voglio ricordare, invece sono:

- i funghi
- la mancanza di alcuni amici come il Re e il Vittorino&family
- Tuvok: non riesco ancora a batterlo a trippa……….

Vi saluto e vi abbraccio tutti. Grazie.

19/05/2009: E sono SEDICI

20 Mag 2009 di davidem27

Dopo aver dormito 1,5 ore nel giro di due giorni, complice Barcelona-Milano, la mia dolce metà mi ha accompagnato a prendere il mio auto-regalo.
Un Dobson Rp-Astro da 16 pollici.
400mm di diametro. 1800 di lunghezza focale f/4.5.
Rincoglionimento totale per via del poco sonno, del viaggio, del lavoro, del jet-lag, dell’inondazione, le cavalletteeee…
Conclusione? Devo ancora montarlo…testarlo….battezzarlo……fuocheggiarlo……..osservarlo……… :D

Non vedo l’ora.

Visual Sky Assist 1.0

29 Apr 2009 di davidem27

Ciao osservatori della notte!

Ho il piacere di presentare questa beta version di un progettino che mi è venuto in mente durante una delle tante osservazioni.

Visual Sky Assist nasce da una necessità dell’astrofilo visualista di sapere cosa sta osservando.
A meno che portarsi un computer in giro di notte per le proprie osservazioni (cosa che detesto) non ho visto mai supporti comodi che unissero i dati più importanti dei singoli oggetti di una lista di oggetti osservabili con la propria strumentazione unita alla sua immagine.
Infatti durante le mie osservazioni mi è successo spesso di sentire l’esigenza di avere una conferma di quello che stavo osservando.

Grazie a un tool di DSS (Digited Sky Survey) sono riuscito a creare VSA, un generatore di lista di oggetti osservabili con il proprio telescopio.
La scheda oggetto riporta i dati principali che interessa sapere quando si osserva: magnitudine, dimensione, luminosità superficiale…e il resto lo vedete da voi.
La “descrizione di dreyer” è un modo contratto di descrivere un oggetto usato molto dagli americani. A breve inserirò anche una legenda per tali sigle.

Visual Sky Assist vuole essere utile per la stampa. Nel più breve tempo possibile (per i miei impegni: devo pur vedere un po’ la tele e grattarmi la pancia quando torno a casa da lavoro) implementerò un generatore di PDF in modo da salvare ogni ricerca sul proprio PC.

Il programmino è in versione super-beta. Ovvero è ancora in fase di sviluppo e miglioramento.
Ho intenzione di personalizzare ancora di più la ricerca di oggetti, anche per snellire la visualizzazione di quelli poco utili per chi ha grandi diametri. E’ sottointeso che abbiate un buon atlante con voi sul campo, assieme a VSA.

Qualsiasi suggerimento è benvenuto. VSA è, e rimarrà, un tool gratuito per l’osservatore visuale del cielo profondo.

Detto questo…eccovi il robo: http://www.ar-dec.net/vsa/

Divertitevi e esprimente tutti i vostri desideri su cosa vorreste vedere sul VSA!!!

Questa è la controparte fotografica realizzata da Christian Cernuschi in concomitanza: astro.xchris.net/dsa

Quale strumento possedete: Risultati sondaggio

29 Mar 2009 di davidem27

Clicca per ingrandire

Questo è il risultato di un sondaggio di soli 30 votanti. La dobson-mania di questo periodo si conferma. Seguono i classici rifrattori acromatici seguiti in coppia con i newton e gli Schmidt Cassegrain: gli strumenti di sempre, insomma. Strana l’inferiorità surclassata dei rifrattori ED, si pensava meglio. I piccoli Mak-Cassegrain sono addirittura in povera parità con i Cassegrain puri, già più rari.

19/02/2009: Madonna delle Nevi

28 Mar 2009 di davidem27

A distanza di un mese eccomi con un pizzico di tempo a trascrivere sul web quelli che sono i miei piccoli appunti osservativi, che mi piace prendere man mano che osservo all’oculare. E’ da un po’ che ricevo mail piacevoli da parte di qualche amico astrofilo che osserva come me il cielo con un telescopio di diametro generoso. Condividere è una cosa molto piacevole e sapere che questo blog, questo libretto d’appunti, è utile a qualcun altro mi riempie di piacere. Alla fine è anche questo il bello del web.

Ed è proprio in questa sede che voglio annotarmi la piccola impresa, seppur personale, di una notte, quella tra il 18 e il 19 febbraio scorsi.
Da quando osservo il cielo in maniera più intima, ancora più attenta di quanto abbia mai fatto molte cose sono cambiate.
Si impara a sfruttare il proprio occhio, a capirne le sensazioni. Rilassarsi mentre si tiene l’occhio all’oculare è una delle cose più importanti quando si è a 10 gradi sotto lo zero.
Rilassarsi permette di vedere cose “strane”, inusuali.
Come guardare un gruppo di galassie, segnarti la loro posizione suil libretto e il giorno dopo scoprire che tra quelle galassie ce n’è una di 15esima magnitudine.
Quando il tuo telescopio può vedere fino alla 14.2…almeno teoricamente.
E’ invece è li, dove l’hai segnata al buio. Dove l’hai vista sull’Uranometria.
E’ stata conferma di una soddisfazione infinita.
Ma prima di entrare nel dettaglio ecco il resto della serata, decisamente sorprendente.

Lo strumento è sempre lo stesso: il piccolo, grande Meade da 12″.
Collimazione, acclimatamento, tutte procedure fatte accuratamente.
Il posto è il solito provato con Kappotto la notte osservativa precedente del 31 gennaio: Madonna delle Nevi, poco prima di salire a Passo San Marco (BG).
Il cielo non è il top per via del fatto che a Sud c’è Bergamo e a Sud-Est Milano.
Ma è proprio grazie a Madonna delle Nevi, località incastonata in un’insenatura tra i monti, che l’orizzonte viene coperto e il fastidio sparisce.
E’ vero, si è sacrificati: bisogna osservare da Nord a Sud passando per l’Est e dimenticandosi dell’altra parte del cielo. Ma quello che vedi almeno lo vedi buio.
La magnitudine limite stimata è stata circa della 5.6. Un valore sufficente e niente più.
Il seeing in questa nottata è stato variabile. E’ incominciata male, poi si è riassettato: da III a II (scala di Antoniadi).
Il termometro ha indicato sempre 7, 8 gradi sotto lo zero.

La sessione osservativa incomincia presto: alle 21.30 lo strumento era già montato.

Me la prendo comoda, per far acclimatare bene lo specchio e adattarmi al buio.

Incominciamo facile: M35 con il fratellino NGC2158. Gioiellini.

M35 e NGC2158

M35 e NGC2158

Il seeing rovina le stelle, ma puntando sul 2158 l’ingandimento massimo sfruttabile è dato dal Nagler 13: 115x.
Tuttavia l’ammassino comincia a spappolarsi anche con il Nagler 9 e si vedono chiaramente alcune stelline nell’alone del cluster.
Gioiellini. Ma è un target facile, e di prima serata: lo specchio si acclimata lentamente.

L’Auriga è alta allo zenit, ma dopo poco sarebbe tramontata tra i cespugli della montagna accanto alla mia postazione. Quindi di corsa… puntare!
Obiettivo: IC405 e 410, due nebulose diffuse nel cuore del cocchiere. Sono separate da un sestetto di stelle che sembra un ammasso aperto, ma che non lo è.

IC410, la piccolina

IC410, la piccolina

Monto su il 30mm da 80° di campo apparente. Con 50x e il filtro UHC della Thousand Oaks riesco a percepire nebulosità!
La 410, quella più piccola, è nettissima. E’ evidente quanto la Rosetta. In alcune parti appare più concentrata. Dopo un paio di occhiate intuisco un golfo di materia oscura a ridosso di una stella, che sembra essere quella nel cuore della nebula. La nebulosa è decisamente evidente! Non la credevo così facile.

IC410, la grande

IC410, la grande

Al contrario di IC405, che è quella più grande. L’archetto lo si vede scendere diafano nell’oculare e la parte centrale è quella dove la “flaming star” prende il nome. E in effetti eccolo lì il disegno di luce: in un primo sguardo non lo si vede.

Ho voglia di prendermela ancora comoda e in alto, quasi allo zenit, c’è una coppia che mi piace da morire. Di quelle che, se sono sull’orizzonte, le devi vedere per forza.
Una planetaria e una galassia. La “tavola da surf” M108 e il gufone M97.
In coppia nel Nagler 17 sono bellissime, tirando su l’ingrandimento la 108 mostra la stellina all’inteno e qualche irregolarità sui suoi bracci.
M97 stavolta mi guarda con i suoi begli occhioni. Ci sono tutti e due, uno un pelo più marcato (nel senso più scuro) e il filtro OIII non serve a un bel niente, se non a scurire l’immagine.

M108 e 97 all'oculare

M108 e 97 all'oculare

Ritorno alle nebulose.

Orione è al meridiano e la serata migliora.
Papparmi la Rosetta è d’obbligo: sempre luminosa e al solito affascinante con il suo ammasso aperto ngc2237.
L’ST80 con l’UHC Thousand Oaks si rivela fondamentale per questo tipo di nebulose: basso ingrandimento e un filtro che risalta molto le parti più deboli della nebulosa e non le abbatte come fa un Lumicon, che contrasta molto di più l’immagine.

La Rosetta: lo spettacolo di sempre

La Rosetta: lo spettacolo di sempre

E allora la curiosità va oltre e si trasforma in insinuazione. Quella di riuscire a scorgere…la Cono :D
NGC2264, un oggetto senza dubbio difficile. Mai visto, per alcuni.

E per quanto mi riguarda solo una toccata e fuga con il 50cm di Michele Bini, degli Astrofili di Rozzano. Vista, debolissima. Il cono c’era tutto, anche evidente. Il resto della nebulosa era come un velo delicato che si differenziava dal fondo cielo solo per miracolo. Beh, di certo non pretendevo chissà cosa. Anzi!

Punto l’ammasso aperto del puntale dell’albero di natale e butto l’occhio nell’oculare. Ci perdo una 10 di minuti. Invano.

Poi però mi concentro solo sulla parte del cono, dove c’è la parte scura in centro con ai bordi i confini luminosi che ne delimitano la forma di cono. E i confini erano lì. Più o meno come si vede qui:

I diafani contorni della Cono

I diafani contorni della Cono

Quasi non ci volevo chiedere e il giorno dopo ho chiesto lumi a King, se l’avesse vista…cosa avrebbe visto. La sua risposta è stata aderente alla mia descrizione :)

Allora tanto vale che continuiamo con le nebulose!

Il Gabbiano, a sinistra di Sirio. Una nebulosa più facile del previsto, pare. Ma che questa volta non si è mostrare, sarà per timidezza, sarà per inquinamento luminoso…

Poco male, ora ho ho un conto in sospeso da sistemare

PK 205+14.1

PK 205+14.1

PK205, la planetaria sfuggevole. Quella “che si è ingrandito troppo l’altra volta”.

Stavolta sono preparato e piazzo il Nagler 17 con solo 88x (si, per una planetaria!!!) nel focheggiatore dotato di UHC.

Eccola!!! E’ enorme!! Più grande di M27 in maniera schiacciante. La descrivo come debole, uniforme nella luminosità. Sembra una falce di Luna, una C invertita dx-sx. Voglio provare con l’OIII, che è 31.8.

Allora monto il Baader Gen II 18mm. L’OIII scurisce tanto l’immagine. Ma prestando attenzione regala un contrasto che permette di apprezzarne il golfo scuro. Un oggetto da vedere!!!

E allora? Galassie. E’ primavera!

Ok, è l’ora del Leone. Da tempo voglio provare ad osservare un quadrupletto di galassie identificato come Hickson 44.
E’ un gruppetto piuttosto esteso di 4 galassie distanti angolarmente 16 primi d’arco. Lo si vede esattamente tra Adhafera e Algieba.

Hickson 44 : tra Algieba e Zeta Leonis

Hickson 44 : tra Algieba e Zeta Leonis

Sono 4 galassie di tipologia completamente diversa:

  • 3190: la più luminosa e la più grande: mag. 11.9. E’ una galassia di tipo Sa, spirale vista di piatto con qualche irregolarità al suo interno.
  • 3185: Spirale tipo SB-bc, mag. 12.9.
  • 3193: Ellittica di tipo E1, di magnitudine 11.8
  • 3187: Spirale barrata di tipo SB-c/P, magnitudine 13.6

Nel Nagler 17 (88x) appaiono nette tutte quante, anche la più debole 3187.
Mettendo su il Nagler 13 (115x) la 3185 diventa più fioca. La 3187 è debole, non mostra nucleo nè bulge.
Mentre per le 3193 e 3190 il nucleo si rileva in visione distolta.

Hickson 44, un gruppetto molto particolare.

Hickson 44, un gruppetto molto particolare.

La visione è decisamente notevole. Rimanere all’oculare a guardarle non stanca per niente e si riescono a notare irregolarità sulla centrale del gruppo, la 3190.

E ora..il colpaccio.

Tornando sull’Uranometria per cercare conferme sulla loro posizione e denominazione ho notato una galassia del catalogo MCG (Morphological Catalog of Galaxies): l’atlante riporta MCG+4-24-22. Ovviamente senza dirne la magnitudine.
Perchè non provarci? Trovarla sembra semplice. La stella SAO81268 è luminosa nel cercatore e verrà usata per prendere le misure e per centrare il campo dove c’è la galassia.

Galassia di Mag. 15: come la trovo..

Galassia di Mag. 15: come la trovo..

Dopo l’hopping…la galassia a 115x è lì! C’è un nucleo stellare prunonciato, che scoprirò al PC essere una stella di 12.3. E attorno una nuvoletta di luce grigia debole ma presente! “E’ lì!”, penso di aver visto la mia prima MCG!

Il giorno dopo, davanti al Guide, scopro che quella galassietta debole debole…è di magnitudine integrata 15… QUINDICI!!!

Rimango da quelle parti e vedo sull’atlante la NGC3162. Beccata, di piatto. A 88x la macchiolina è ben distinta, è assolutamente vista di piatto e si nota: nessun nucleo ma distinguono dettagli incerti che sembrano accenni di bracci. Con 115x in distolta appare il nucleo stellare, ma niente di quello che sembravano bracci.

Algieba, la stella luminosa del petto del fiero Leone, nasconde la vicino un bel tris di galassie.

La coppia 3227 e 3226 con la debole 3222

La coppia 3227 e 3226 con la debole 3222

La 3222 (mag14) è debole a 115x ma soprattutto priva di dettagli. Le altre due galassie sono decisamente vicine e formano una bella coppia: NGC3227 e 3226 (mag 11.3 e 12.4). La coppia è molto stretta e mostra, sempre a 115x entrambi i nuclei. Quelle che sembrano spirali pronuciate di 3227 sono molto carine ed evidenti. La 3226 appare allungata N-S perpendicolarmente alla compagna. Una coppia da vedere!

Destinazione Leone Minore

Davide: “Leone minore??? E che vuol dire??? Che è???” Astrofilo esperto: “è una costellazione! Non lo sapevi???”

Eheh si…esiste anche il Leone minore. Ed è pure satollo di galassie! Lo sapevate? Io no. Anzi, facevo finta di non saperlo.

A metà strada tra Leo e Leo Minor c’è la NGC3344, una galassia piuttosto grande, vista di piatto. Magnitudine 10.5, luminosa! Le fanno compagnia due stelline appena fuori dall’alone galattico (prospetticamente, ovviamente). Il suo nucleo fa un bell’asterismo con le due “stelle satellite”. Sembra esserci un inizio di braccio dalla parte opposta al terzetto stellare.

NGC3344, luminosa e vista di piatto

NGC3344, luminosa e vista di piatto

Ecco una galassia che non ricordo, a distanza di più di un mese. Gli appunti però la descrivono così: NGC3414, mag. 11.9: a 115x si nota un nucleo pronunciato e un bagliore che sembra quello dell’inizio dei bracci. La vado a vedere sul DSS e ci siamo:

L'evidente NGC3414

L'evidente NGC3414

Altro gruppone!

Salendo su ai piedi della figura della costellazione del Leo Minor, accanto alla 46LMi ci sono due galassie: le NGC3396 e 3430 spiccano negli atlanti minori. Ma vicino a loro si nascondono ben altre tre galassie. E il quadretto composto è notevole.

Il gruppetto delle tre gx in fila e, sopra, la coppia 3395-3396

Il gruppetto delle tre gx in fila e, sopra, la coppia 3395-3396

In effetti le 3430 e 3396 sono le più luminose, ma le altre sono chiaramente presenti e saltellare con l’oculare dalla coppia al terzetto è piacevole e…quasi tridimensionale :)

  • NGC3430: Mag. 12.2, Sbc
  • NGC3424: Mag. 13.2, SBb
  • NGC3413: Mag. 13.1, Sb0
  • NGC3395: Mag. 12.6, Sbm
  • NGC3396: Mag. 12.5, Sbc

Tentata IC2604

Ora è la volta di una galassiona: la Whale, la balena con il suo balenottero accanto: NGC4631, una galassia vista di taglio enorme di mag. 9.7.

A 88x, negli 80° di campo apparente la galassia è veramente imponente. E’ visibile, con un pelo di attenzione la compagna 4627 di mag. 12.3.

Whale Galaxy

Whale Galaxy

Immediatamente a S-E della balena, spostandosi con l’occhio all’oculare c’è la famosa “Hockey Stick”, la NGC4656, una galassia di 10.7

Hockey Stick: 4656 e 4657

Hockey Stick: 4656 e 4657

Con il Nagler 17, a 88x, appare rigonfia da un lato e dall’altro sembra esserci il bastoncello della mazza da hockey. Insomma si intravede la compagna interagente NGC4657, di mag. 13. Bellissima galassia, assieme alla Whale non so chi preferire!

E come concludere questa lunga nottata? Con la bellissima scheggia, l’astronave, la NGC4565, l’ “Edge-on galaxy” per eccellenza.

A 88x è splendida e luminosissima. Mostra in tutto il suo splendore la barra centrale e il rigonfiamento sopra e sotto di essa, il cosiddetto bulge. Ben presente la solita stellina di 12.8 che l’accompagna :)

Edge on Galaxy, splendida

Edge on Galaxy, splendida

Sono sfinito, è ora di andare a casa e chiudere questo report :)

Sono estremamente soddisfatto della nottata: è grazie a questo tipo di osservazioni che si impara sempre di più.

Arriverà presto un report fresco fresco dello scorso martedì 24 Marzo.

31 Gennaio 2009: Passo San Marco

03 Feb 2009 di davidem27

Premessa
L’astinenza era veramente tanta.

Antefatto
La settimana dell’astrofilo mediamente impegnato nella sua normale vita privata/lavorativa si svolge generalmente in questa maniera:

Lunedi, martedi e mercoledì: speriamo vivamente che debba piovere. Cumulonembi, temporali, tempeste tropicali, uragani e trombe d’aria. Tutto quello che deve cadere dal cielo…che cada durante questi giorni che “aprono” la settimana osservativa, a ridosso della Luna Nuova. Per inciso la “settimana osservativa”, quando non siamo in ferie, dura uno, al massimo due giorni. E, per inciso, l’astrofilo considera “giorno” quello che comunemente per una persona normale è la notte, quel periodo in cui è tutto buio e bisogna accendere le luci.

Sunto: In periodo di Luna Nuova l’astrofilo medio incrocia le dita, ha gli occhi indipendenti -di cui uno guarda sempre del cielo le condizioni metereologiche-, inventa scuse puerili e chiaramente campate in aria e con gli amici si dichiara latitante per via di improvvisi spasmi intestinali e con la compagna di vita diventa enormemente disponibile, accondiscendente, carezzevole. Fino alla sera prima del VENERDI: quel giorno si trasformerà nel mitico countdown per caricare tutto in macchina e andare per cieli bui.

L’accaduto
E arrivò il 30 Gennaio, venerdì sul calendario.
I precedenti giorni mercoledì e giovedi erano incoraggianti ma non così tanto: le previsioni metereologiche altamente instabili non lasciavano sperare nulla di buono per i poveri astrofili che abitano al nord: tutto il nord italia sarebbe stato coperto da nubi stratificate di media quota. Delirio. Anche questa lunazione persa…
Ma il venerdì alle 13.00 il cielo era terso, decisamente terso!

Senza farla troppo lunga la decisione in extremis è stata partire!

Destinazione: Passo San Marco, a 1900mslm nelle Alpi bergamasche.

Una rapida telefonata a kappotto e prendiamo appuntamento per salire in quota, dove avremmo dovuto lasciare la fitta nebbia che nel frattempo era scesa da Milano a Brescia.
Pian piano che si saliva di altitudine il cielo si mostrava sempre più generoso e la situazione incoraggiante: niente neve sulle strade.

Ma arrivati a un pelo dalla destinazione troviamo gli ultimi tornanti che portano al Passo ricoperti di lastre di ghiaccio. Altro che neve…
Dobbiamo rinunciare ai 1900.

Poco male, ci buttiamo in una stradina che porta a Località “Madonna delle Nevi”.
Troviamo una piazzetta a bordo strada che ci preclude parecchio orizzonte.

La finestra di cielo a disposizione andava da Nord a Sud e da 30-40° dall’orizzonte allo Zenit. Però era abbastanza buia.

Costellazioni visibili (interessanti) ?

Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
e parte dell’Orsa Maggiore

Montiamo la strumentazione con la calma necessaria a far dilatare il più possibile le nostre pupille e con la voglia di incominciare a raccogliere la debole luce del Profondo Cielo con i nostri occhi.

Il poco orizzonte disponibile mi ha spinto a osservare tutto ciò che passava verso il meridiano. Avrei potuto scendere subito nel cuore del Leone ma non ho voluto accelerare.

Obiettivo: Gemelli
M35 e 2158 sono già tramontati dietro la montagna. E’ un peccato.
Poco male perchè grazie a un’occhiata approfondita al Pocket Sky Atlas scopro che nella costellazione zodiacale ci sono parecchi oggettini, in prevalenza Ammassi aperti e Nebulose planetarie.

NGC 2304

NGC 2304

Incomincio da NGC2304, un ammasso aperto a W di Gamma Geminorum.
Piccolo, formato da deboli stelle e concentrate.
A 88x bisogna prestare attenzione per trovarlo. Grazie a un 9mm che produce 170x finalmente l’ammassino si spappola e rivela tutta la sua natura. Con 220x del Nagler 7 la visione e veramente appagante.

Comincio la serata con un NGC, osservato per “dovere di osservazione” e mi stupisco perchè è molto bello!

NGC 2266

NGC 2266

Proseguo con un altro ammasso aperto: il 2266 a nord di Epsilon Gem.
L’ammasso è piuttosto grande (6 primi d’arco) e già con 88x sembra di vedere una “stella”. L’ammasso di stelle, infatti sembra proprio il disegno di una stella. Tre componenti luminose spiccano.

Si continua: NGC 2392, ovvero Eskimo.

NGC 2392 by Allar Saviauk

NGC 2392 by Allar Saviauk

Tra le più belle planetarie del cielo, l’Eskimo è sempre facile da trovare, anche a medi ingrandimenti.
Si va direttamente a 220x. Senza pietà. E’ luminosa. Mostra chiaroscuri al suo interno ma non ancora definiti. Strano, c’è un bel seeing.

Un occhio al nuovo filtro OIII ed eccolo montato sull’oculare. Ora salta fuori la parte centrale della nebulosa, evidentissima. Mostra una forma vagamente triangolare. E qualche chiaro-scuro non identificato.
La centrale è il faro di sempre, un pelo attenuata dal filtro.

Sale la voglia di scoprire altre planetarie.

NGC 2371-2

NGC 2371-2

E’ la volta di NGC 2371-2, indicata sul Pocket Sky Atlas a sud di Castore.
Con grande sorpresa già a 120x mostra sfumature e dettagli! Un archetto a forma di C rovesciata con un rigonfiamento a metà della curva. Con un ingrandimento di 220x diventa una nebulosa bipolare. Due concentrazioni N e S con una sfera debole che le unisce. Sembra intravedersi la stella centrale. Strano: è di 14ma. Forse è merito del buonissimo seeing della nottata.

Ora è la volta di una PK. In particolare della 205, indicata come la “Medusa Nebula”.

PK 205+14.1

PK 205+14.1

E’ indicata sull’atlante a metà strada tra i Gemelli e il Cane Minore. Grazie al Taki riesco a puntare seguendo con attenzione le stelle visibili nel cercatore 8×50.
Provo i vari oculari. Ma niente. Solo stelle. Mi aspetto, allora, un oggetto piccolo, molto piccolo. Ci riproverò per un quarto d’ora abbondante, ma invano. L’indomani scoprirò che la planetaria è di ben 10′ di diametro. Per intenderci la grandissima M27 è grande solo 7′. Ed è compatta. Questa PK205, invece, ha un aspetto filamentoso, di una medusa, per l’appunto. Insomma, anzichè ingrandire, avrei dovuto diminuire gli ingrandimenti…

Per fortuna l’ammasso aperto NGC 2355 lì vicino non mi fa rimanere a mani vuote nella zona.

NGC 2355

NGC 2355

Piuttosto ricco di stelle di varia luminosità è anche piuttosto grande di dimension angolari.

Dopo aver perso un po’ di tempo mi sposto sul luminosissimo M67, che da tempo non vedevo. Ammasso aperto nel Cancro, probabilmente più bello di M44 (il Presepe) perchè più piccolo e concentrato.

M67 by Topi Heinänen

M67 by Topi Heinänen

Già il Nagler 13 (120x) basta e avanza per riempire tutto il campo. Nel campo spiccano 2 stelle luminose.

Si va più giù. Tra M67 e la testa dell’Idra c’è una planetaria: la PK219+31.1.

PK 219+31.1

PK 219+31.1

Anche qui una decina di minuti è volato via. Niente. Troppo debole: ha una magnitudine per secondo d’arco di 26.9…

Completata la zona (un po’ amaramente) si passa finalmente al Leone.

NGC 2903

NGC 2903

Si punta subito la NGC 2903: la più bella galassia, forse, della costellazione del Leone.
Non è la prima volta che finisce nell’oculare del mio 12″. Ma questa volta sembra speciale.
Gia a 88x, con il Nagler 17, è notevole, luminosa. Evidenzia un nucleo corposo e un bulge pronunciato.
Tutto ciò è esaltato a 220x, con il Nagler 7: il nucleo diventa quasi stellare e vi è un accenno di braccia proprio come si intravede nella figura di sopra. Un incanto.

NGC 2964 e 2968

NGC 2964 e 2968

E adesso due galassiette che prendono la sigla NGC 2964 e 2968.
La più luminosa mostra un nucleo stellare in distolta. Ha una forma tondeggiante e sembra che mostri appena due bracci piccoli. La debole rimane un piccolo batuffolo concentrato.
Aumentando l’ingrandimento a 170x con il Nagler 9 i due oggetti deboli perdono in luminosità e anche in dettaglio.

M65 M66 e NGC3628

M65 M66 e NGC3628

Il tripletto formato da M65, M66 e NGC 3628 è il solito, grande tripletto. Probabilmente la più bella è anche la più debole: vista di taglio la 3628 mostra anche la barra centrale, diafana.

Uno sguardo veloce alla “strana coppia”, formata da una planetaria e una galassia: M97 e M108 (la Gufo e la Surf) nell’Orsa Maggiore. Questa volta i due occhioni del gufo non erano visibili. Solo una delicata lacuna centrale. Non ho provato con l’OIII per passare subito dopo a M108, microdettagliata all’interno e con la stella sul bordo che non tradisce mai.

Arrivate le 3 di notte si passa agli oggetti finali della sessione osservativa. Serata non tanto fredda e per niente umida: -5.5 gradi.

M51 è sempre La Regina.

M51 e NGC5195

L’oggetto è enorme nella torretta binoculare che sviluppa circa 200x. Rispetto al confronto in mono con l’8.8 Meade UWA di Kappotto (circa gli stessi ingrandimenti) il contrasto dei dettagli nella galassia con il fondo cielo è notevole, perchè quest’ultimo è scurito dalle lenti e dai prismi del sistema binoculare e la galassia salta fuori con prepotenza. Nucleo pronunciato, il ponte di materia è invisibile sia in bino che in mono. Una visione da urlo, sembrano intuirsi anche chiaroscuri all’interno dei bracci.

M101 è il penultimo oggetto. Della Pinwheel non si vede granchè. Un braccio accennato con un nodulo ben presente e il nucleo erano gli unici dettagli presenti in questa galassia vista di piatto.

Per chiudere la nottata, alle 3.30, ecco l’ottetto di Markarian. Tutte le 8 galassie presenti. :) Molto carino.

Rimane il rammarico di aver chiuso presto la sessione osservativa. La Vergine era lì che scalpitava, oltre al Leone guardato veramente in parte.
Ci rifaremo nella prossima Luna Nuova…….si…………..forse……………………..

Quanto mi manca…

26 Gen 2009 di davidem27

E’ veramente tanto, troppo tempo che ci manco….

poll

Visualizzazione ingrandita della mappa

Quando ci potrò tornare?

Maledetta naglerite…

15 Gen 2009 di davidem27

E’ arrivato. Portato direttamente dagli USA da un amico, che ringrazio.

Ora siamo a quota 4. Ne manca uno. Poi vendo tutto e mi do alla pesca d’altura :D

Nagler 7mm Type 6

Nagler 7mm Type 6

Dimenticavo: scusate la strumentite.

Un anno di dobson

12 Gen 2009 di davidem27

Lightbridge 12M’è cambiata la filosofia.
Adoro la piattaforma equatoriale. Da sempre.
Usare gli assi di ascensione retta e declinazione per trovare gli oggetti del profondo cielo, tracciando linee sul cielo seguendo le coordinate equatoriali (e senza goto), mi è sempre piaciuto. (Tant’è vero che il titolo del mio sito è dedicato a questi due assi: Ar-Dec.net).
Ma nel settembre 2006 qualcosa è cambiato.
Una notte sul Pollino, decido di dedicarmi all’osservazione di oggetti che si scostano dall’osservazione classica dei Messier e di tutti gli NGC più luminosi.
Era con me il fido C8: 200mm per raccogliere luce le galassie del profondo sud (Balena, Scultore, Eridano).
Incominciavo a gustare, nel posto forse più buio d’Italia, il deepsky più tosto.
Diagonale da 31.8, oculari Plossl (alcuni buoni altri decisamente no) sempre da 31.8.
Il bisogno di comodità di osservazione gridava vendetta: volevo vedere di più.
Non potendomi ancora permettere un cambio di telescopio ho deciso di incominciare con gli oculari.
E allora via col 2 pollici! E, ovviamente, con il grande campo.
Ma non bastava. Dopo un anno dedicato alla fotografia, a capire l’autoguida, i principi di elaborazione e buttare ancora il mio tempo con la webcam è arrivata la svolta.
Il 5 dicembre 2007, mentre la mia eq6 trottava con in groppa il Takahashi che fotografava indisturbato la Rosetta, facevo un salto da un amico con un telescopio da 25cm.
E la particolarità era che questo 25cm poggiava su una base altazimutale. Era un dobson.
Il prurito alle mani era tanto, e la voglia di provare ad usare quel “coso” era tanta. Avevo già osservato con un dobson, ma mai da solo, in maniera totalmente indipendente: non ci avevo mai puntato nulla.
La prima paura, infatti, fu l’incognita dell’approccio al puntamento altazimutale.
Sarei riuscito a passare dall’amato puntamento Ar-Dec a quello sui due assi “orizzontale-verticale”?
Trovare gli oggetti sarebbe stato così semplice, visto che finora avevo usato le manopole micrometriche?

La risposta arrivò proprio in quella notte, mentre la Canon raccoglieva i fotoni della Rosetta.

Il proprietario del dobson (korgolo) doveva andare a casa neanche a metà nottata. Gli chiesi di lasciarmi il suo telescopio in prova.

Semplicemente con il red-dot e qualche oculare trovai agevolmente una marea di oggetti. E vederli con soli 5cm in più del C8 era già diverso. Il cielo cominciava ad avere un sapore più condito, più gustoso.
Era facile spostarsi da una parte all’altra del cielo.
Grazie a una mappa stellare si poteva identificare tutto. E scoprì che il puntamento altazimutale era una grande cavolata.

Fu quello il momento in cui decisi che sarei passato a un dobson! Diametro ? Almeno 30cm.

L’11 gennaio 2008, infatti, arriva lui a casa: il Lightbridge.
Ero contento come un bambino con il suo nuovo giocattolo. E che giocattolo!!!
Ma non sapevo ancora cosa mi aspettava.
Tante incognite: passare da roba costruita in una certa maniera a un tubo aperto, con due specchi, un focheggiatore, un cercatore e un oculare…era la scelta giusta?
Non sapevo ancora che la risposta sarebbe stata un SI.

Da quel giorno ad oggi avrò osservato centinaia di oggetti, molti di più di quanti ne ho osservati in 9 anni di onorata carriera di astrofilo. 4 anni con un riflettore 150mm e 4 anni con il C8 (il primo lo togliamo, visto che ero con il 60mm).

Tutti questi oggetti (e dico davvero tutti) hanno avuto il loro fascino particolare nel cercarli e poi vederli comparire nel campo dell’oculare. E a tutti, con un 30cm, bisogna dedicargli uno sguardo speciale, quello sguardo in più che puoi dare con un maggiore diametro. Sguardo che puoi dare grazie agli alti ingrandimenti che puoi raggiungere..

E la filosofia è cambiata.

Ora mentre aspetto di potermi permettere di più in termini di diametro so che ho un gran bel daffare tra osservare quello tutto che posso vedere con un 30cm e fotografare tutto quello che posso fotografare con il piccolo Taka.

….sempre che mi vada di fotografare :mrgreen:

Grazie John Dobson.

Voglia

22 Dic 2008 di davidem27

Hola todos.

E’ un po’ di tempo che non scrivo qui sul blog. E, francamente, che non trovo grossi stimoli dopo l’accaduto l’ultima volta a Pian dell’Armà. Macchina in panne, salita di 4km a piedi a -10°C alle 5.15 di notte dopo una nottata osservativa decisamente poco fortunata…e qualche altro spiacevole…inghippo. Ma vabè.

Ho un po’ di roba nel carniere che non riesco a trattare a dovere. Parlo del prodotto del nuovo acquisto: un filtro H-Alpha da 7nm.

Filtro acquistato nell’intento di riprendere anche da posti un po’ più vicini dei soliti 200km e anche un po’ più inquinati.

E’ il caso della Nebulosa Rosetta, ripresa assieme alla Cono e a tutto il complesso che le lega (fisicamente?) tra di loro.
Unito all’obbiettivo 135mm sovietico la Canon inquadra una bella parte di cielo. Ecco l’immagine (poco interessante) così, per ricordo storico:

Rosetta Nebula, Cone Nebula complex

Rosetta Nebula, Cone Nebula complex

Una serata divertente

Ieri sera, assieme a Matteo, abbiam fatto visita all’amico Giuliano. E’ stata una bella serata passata in buona compagnia.

Ho avuto, finalmente, modo di provare la Maxbright, pallino fisso dopo la M82 indimenticabile osservata attraverso il Lightbridge.

Bino Baader Maxbright

Bino Baader Maxbright

La mia preoccupazione principale, dopo aver preso la torretta era farla andare a fuoco: pare che con il Lightbridge un po’ di torrette fatichino a raggiungere il punto di fuoco.

Bene, ho trovato la giusta ricetta:

  • Baader Maxbright
  • Correttore 2x

Ho avuto modo di provare i Flat Field Tecnosky, sia da 27mm che da 19 che mi davano rispettivamente 120x e 160x circa.

I 27mm restituivano una visione decisamente godibile degli ammassi aperti, principalmente. Anche M33 era godibilissima. M42 tridimensionale.

Ma il top della serata è stato registrato su NGC2392, la Eskimo.

Dopo la difficoltà iniziale della messa a fuoco con i due occhi ho trovato il giusto compromesso con gli oculari. La visione a due occhi era comoda, a tratti impastata per via della microturbolenza e della strana velatura che, a un certo punto della nottata, ha imperversato su tutto il cielo.

Dopo aver provato un po’ di oculari ho finalmente messo l’occhio nei William Optics UWAN, quelli da 82° di campo apparente, tanto discussi perchè in rete è difficile trovarne una recensione accurata.

L’oculare mi ha colpito positivamente. Abbastanza corretto (meglio dello Speers Waler 17mm Serie 2) e piuttosto secco come incisione.

Curioso il confronto tra il piccolo e secchissimo 18mm Genuine Ortho, la granata Nagler 17mm Type 4 e il piccolo 16mm UWAN.

Il 18mm è stato l’oculare che, su M1 (oggetto deboluccio e poco contrastato), ha avuto la meglio come contrasto con il (chiaro) fondo cielo.

Insomma, una seratina piacevole, che mi ha fatto tornare la voglia di osservare…magari con tutta la calma e l’intimo silenzio del cielo.