1 anno luce = 9.460.800.000.000 km
1 Parsec = 3,26147086 anni luce
1 Megaparsec = 1 milione di parsec = 3261470,86 anni luce
Sono appunti personali, correggetemi se dico cazzate.
1 anno luce = 9.460.800.000.000 km
1 Parsec = 3,26147086 anni luce
1 Megaparsec = 1 milione di parsec = 3261470,86 anni luce
Sono appunti personali, correggetemi se dico cazzate.
Nottata fredda e secca, temperatura -3, umidità del 55%.
Il mio pacchetto di sigarette ha rilevato un SQM medio di 20.80, con punte alle 2 di notte di 21.04.
Solito strumento, RP-Astro da 40cm.
Il cielo era particolarmente trasparente, forte anche del fatto che c’era un po’ di vento. Peccato qualche luce parassita di troppo che stava dietro agli alberi.
Dopo aver montato, collimato, acclimatato eccetera eccetera…mi andava di cominciare facile facile.
Pleiadi: al minimo ingrandimento possibile (Nagler 22 – 81x) e allo zenit, Maya mostrava la sua nebulosità, per la prima volta ![]()
Stanotte avevo voglia di vedere qualcosa di spettacolare, e di mettere da parte il mio solito modo di operare (ovvero concentrarmi su una zona di cielo e spazzolarmela tutta). Non tanto i Messier, quanto qualche NGC figo.
Un occhiata all’atlante e vedo NGC2403. Nei meandri della mia mente la sigla mi ricordava qualcosa di bello. Allora si parte a cercarla!
Decido di partire da omicron Uma.
Col santo cercatore becco le stelle indicate dalle linee rosse fino ad arrivare a un asterismo a forma di pseudo-Lepre (la costellazione).
Basta puntare la stella in basso, verso Est dell’asterismo e ce la si dovrebbe avere nell’oculare a 50x.
Con Nagler 22 (80x) mi sposto appena e….porc!
Eccola nell’oculare: ENORME!
23 x 11 primi, magnitudine 8.2
E’ una delle galassie più grosse mai viste. Oltre che estremamente luminosa e screziata fin da subito, già a soli 80x.
E’ evidente la sua natura a spirale, sembra una piccola M33 (vista in foto).
Salendo a 140x Al suo interno mostra subito tante stelle. Due luminose più altre 4 deboli ma chiaramente presenti
E’ assolutamente notevole in distolta. Ha un bulge addirittura dettagliato e un alone pronunciato.
Consigliatissima.
Notizie su Internet la danno come compagna fisica del Gruppo di M81, strano, visto che è lontana 13 gradi d’arco.
Spesi i dovuti minuti per osservarla continuo l’osservazione contando altri 15 oggetti nuovi visti.
Cito la B33 beccata guardando attentamente le stelle per vedere dove guardare la lacuna. Nagler 22 e filtro UHC della thousand oaks.
Esulto per una delle visioni più affascinanti mai osservate: il trapezio a 360x. I 40 centimetri di specchio raccolgono tanta luce, fanno si che la pupilla d’uscita non scurisca troppo l’immagine ad alti ingrandimenti e permettono di avere una tonalità di luce incredibile nel cuore di M42.
L’immagine era TRIDIMENSIONALE.
Assolutamente pazzesca.
Alle 3.30 sbaracco tutto e me ne torno a casa, soddisfatto per non aver saltato anche questa luna nuova di novembre.
Il mio consiglio rimane NGC2403: non mi era mai capitato di puntarla…è bellissima.
L’inverno per un astrofilo arriva presto.
Già quando alla mattina presto, uscito di casa, senti il profumo della rugiada (o qualunque cosa essa sia, dipendentemente da dove vivi) che si gela sulle narici per l’astrofilo l’inverno è arrivato.
Coprirsi è l’imperativo.
Osservare in giubbottino è un lontanissimo ricordo, anche a metà settembre.
E’ d’inverno che si misura l’astrofilo, la pasta della quale è fatto. Quanto è temerario, quanto è incazzato.
Oramai novembre è arrivato e non oso pensare alle temperature notturne…
Circa un mese fa, durante una nottata sfortunata al Sempione, la temperatura era 5 gradi sotto lo zero. E si stava bene! (per modo di dire).
Adesso si va peggiorando. Adesso prendere i kili e kili di strumentazione e portarla al ghiaccio non è così semplice. Ma, per il Potere di Herschel (temporaneamente sostituito a Greyskull) bisogna farlo.
Ma quando? La luna nuova di ottobre è andata persa con le nuvole. La luna nuova di novembre andrà persa con il lavoro.
La voglia c’è. E’ tanta? Mah…
E’ moderata? Si, dai, moderata…
Piuttosto vorrei mettere “nero su bianco” quello che faccio quando vado a tremare davanti all’oculare, creare un team di gente che osserva…
Vedremo.
Intanto ho incominciato a fumare col mio scatolotto “grande quanto un pacchetto di sigarette” che prende il nome di Sky Quality Meter.
Teniamoci forte, comincerò a dare i numeri
Intanto saluto con affetto un caro amico, so che la prossima volta sotto il cielo sarà per te particolarmente speciale…
Sono sempre più stupito e meravigliato da quanta luce può vedere un 40cm e dal numero di oggetti che ci sono lassù in cielo ogni volta che il meteo ci concede una buona serata.
Ogni volta si impara una cosa nuova, un nuovo modo di affrontare l’osservazione.
Martedì sera, in compagnia di un 60cm e di un altro amico fotografo siamo stati stoppati sulla via per Pian dell’Armà, per via dei lavori in corso su strada franata. I 1400 metri non li abbiamo raggiunti, ma ci siamo fermati a 400 (se ben ricordo).
La serata non è stata caratterizzata da un seeing eccezionale. Le condimeteo sono variate durante il passare delle ore.
In prima serata un vento fastidiosissimo spostava i tubi con disinvoltura e rimanere all’oculare scatenava ripetute bestemmie.
Successivamente il vento si è calmato e si è potuto fare qualcosina ![]()
Ho contato una quarantina di oggetti visti.
Di Messier soltanto il 15 nel Pegaso, la 42 in tarda nottata di cui la componente E del trapezio era chiaramente staccata dalla sorella più luminosa e stampata sulla nebulosa, e la M27 che non osservavo da tempo, quantomai bella e piena di screziature interne.
Ancora una volta il Pegaso mi ha rapito, con le sue flotte intere di galassie.
Ma sono state toccate anche la Balena, il Delfino, i Pesci e Andromeda.
Evito il listone ma voglio segnalarvi dei gruppetti di galassie bellissimi.
Vicino la alfa Pegasi, a N-E, c’è un gruppetto di 3 galassie.
Una di queste, la NGC7465, ne ha altre due, più deboli, immediatamente accanto.
Il mio brogliaccio appunti dice:
Gruppo facile da trovare, bellissimo e neanche molto compatto. Bastano ingrandimenti medi (150-180x) per vedere le tre componenti, insomma.
7465 – molto estesa sia a 260 che a 360x. Appare senza un bulge e con un alone molto esteso. Con 360x accenna un nucleo stellare.
7463 – appare più piccola della compagna, ma decisamente elongata.
7464 – in momenti di calma (seeing) compare anche il terzo componente del gruppo: la minuscola 7464 di 14.3. E’ diafana rispetto alle altre, ma completa un terzetto bellissimo.
UGC12313 – vista anche lei in distolta, pendere da una stella di 12.5. E’ debole, ma c’è. E un’altra UGC è stata aggiunta al catalogo personale ![]()
Il secondo gruppo di galassie si trova nel Delfino, costellazione messa spesso da parte per la sua vicinanza alle sontuose costellazioni tipicamente primaverili.
La componente principale del gruppo è la NGC6928.
Arrivarci è piuttosto facile: il quadrilatero di stelle appena sotto la coda del delfino entra perfettamente nel cercatore 8×50, e il gruppetto è appena a S-E dell’ultima stellina.
Il nodo della discordia è nato quando, trovata la galassia, ho visto le altre attorno. La più luminosa (come da mappa) non era, però nella posizione specificata.
L’alone che vedevo in distolta, credevo fosse della 6930. Ma non poteva essere lei perchè non si trovava nella diagonale rombo di stelle (che vedete in basso)-6928-6930.
In realtà stavo vedendo la NGC6927. A 200x le galassie visibili erano solo quelle due (che poi nella realtà sono la 6928 e la 6927.
Metto nel focheggiatore il 7mm: 260x. Ora salta fuori tutto il quadretto!
6928 – mag 13.3 – appare molto grande, priva di nucleo.
6927 – mag 15.8 (!!!) – a 200x la diafana macchietta appare sicura e forma un triangolo con la 6928 e l’asterismo a forma di rombo a nord del gruppo. A 260x è chiara e stampata in cielo.
6930 – mag 13.8 – Salta fuori soltanto a 260x, indice del fatto che avrà una luminosità superficiale molto bassa (essendo molto estesa). Non ho ancora controllato. Non si vede la compagna 6930A.
6927A – mag 16.5 – Questo è un record. Non sapevo la sua magnitudine fino a poco fa. Ovviamente le 6297 e 6297A erano piccolissime, ma chiaramente presenti confrontando la forma del gruppo e le stelle circostanti.
La visione dei singoli elementi del gruppo era migliorata dall’ingrandimento usato.
Anche il battesimo del Nagler 5 (360x) mi ha aiutato tantissimo.
Ingrandendo di più si spalma la debole luce su più bastoncelli della retina.
E, se la rodopsina è entrata in funzione, più bastoncelli sono colpiti dalla luce (seppur debole, per via della pupilla d’uscita) più il cervello riceve informazioni e “vede” proprio di più. E questo è stato il papale caso.
Certo che è ancora un mistero il discorso della magnitudine limite di uno strumento. Con il 12″ sono arrivato a vedere (e confermare in un’altra nottata osservativa) una galassia di 15ma e 30cm ne vede 14.2 di magnitudini.
Con il 16 pollici arrivo alla 16.5… bah!
Dopo un po’ di galassiette inutili nella testa della Balena noto un bell’ammasso Abell 194.
Si parte da Theta Cet e con il cercatore salgo verso l’alto fino a trovare un allineamento di 3 stelle. E’ facile, da li, andare verso il basso a beccare il gruppetto.
La coppia principale è NGC545 – NGC547 (entrambe di 13.3). La descrivo come “immediatamente visibile come una coppia attaccata di galassie. I nuclei sono molto vicini e hanno un aspetto stellare”. Sono a 140x.
Il terzo elemento del gruppo, direttamente nell’oculare è di 13.2, ma si mostra meno prepotente delle altre. Si tratta di NGC541.
Anche NGC535 è visibile, più piccola e allungata (oltre che più debole). E’ di 14.9.
Però c’è qualcosa che non mi convince e torno sulla “coppia larga” 545-541. A nord della coppia c’è una coppia stretta di stelle. Ancora più su una macchiolina è chiara e ben presente: NGC543, di 14.3.
Ma non è lei che attira la mia attenzione: vedo a metà strada tra la coppia di stelle e la 541 uno sputacchietto. Ma sullo Skymap non c’è nulla. Chiamo l’amico Angelo a controllare. Anche lui conferma tranquillo. E’ la PGC5313, confermato nel Guide. Magnitudine 16!
Sarà anche da pazzi cavarsi gli occhi con macchioline insignificanti di luce. Impazzire a 360x a tenere l’oggetto puntato (che poi non è per niente difficile come qualcuno ha timore).
Ma man mano che la notte avanza e si crea un certo feeling tra me, il cielo e lo strumento è una cosa infinita. E che ti fa andare a casa soddisfatto.
Piuttosto la ciurma, alle 3.30 suonate va dormire e Angelo, prima di entrare in macchina reclama “dai, hai visto la 16, che cavolo vuoi? Vai a dormire!”
In effetti ha ragione, l’indomani si lavora e si tornerà presto a casa. Abell 194 può aspettare per un approfondimento completo ![]()
Grazie a chi ha letto l’intero papiro, spero di aver fatto passare un messaggio importante: di roba la fuori ce n’è tanta. E, spesso, molti si limitano a osservare il deepsky con 2 ingrandimenti che fluttuano attorno ai 100x. Il perchè può essere “colpa” della pupilla d’uscita.
Che quando ingrandiamo si stringe, dandoci l’impressione di vedere “più buio”. E subito associamo il “più buio” al non vedere un oggetto debole.
E’ sbagliato. La luce, più bastoncelli colpisce, più viene percepita dal cervello. Se il seeing non fa proprio schifo, non abbiate paura di ingrandire per vedere il deepsky
(non oltre il limite teorico, però!)
Alla prossima.
Il cielo ci offre tante tipologie di oggetti non stellari.
Decine di nebulose diffuse ed oscure, centinaia di planetarie…
Centinaia di ammassi stellari, aperti o globulari…
E qui viene il bello: migliaia di galassie. E mi fermo a quelle visibili con un grande telescopio.
Dopo la stagione estiva, con la Via Lattea che domina le notti calde, ricca di nebulose e ammassi è la volta del cielo autunnale, al quale notte dopo notte ci avviciniamo mestamente.
E dopo il Sagittario, Cigno e compagni si vedono saltan fuori altre costellazioni, molto più scarne di oggetti cospicui e alla portata dei piccoli strumenti.
E’ la volta dell’Acquario, del Pegaso, dei Pesci (guardando verso sud). Che ci offrono autentiche e ricchissime flotte di galassie.
Venerdi 28 e Sabato 29, in un anonimo weekend di Primo Quarto, siamo stati ospitati dal Pian dell’Armà, provincia di Pavia.
Inzet col suo 90
Kappotto col suo 12
Il mio bimbo, un 16 pollici
Appena la Luna è andata a nanna si è presentato un buon cielo, più scuro del solito, almeno per il posto.
Dopo i primi e canonici, soliti Velo, Nord America e tutte le pappine destinate ad attendere il completo acclimatamento dell’ottica e un carino (ma perchè sono buono) globulare nel delfino NGC7006 ho diretto lo sguardo verso la Helix.
Il Pan27 la mostrava parecchio luminosa, ma non come il faro della volta precedente dal Sempione. Qui la qualità del cielo la dice tutta…
Stessa storia sulla Pacman.
Passiamo alle protagoniste delle due nottate: le galassie.
Partiamo da Markab (alfa Peg) con la coppia NGC7465 – 7463: il Nagler 17 (105x) le mostra chiare. Sono lì e la più evidente è la 7465, di 12.6 (luminosità superficiale: 12.4). Saltando di ingrandimento con il Nagler 9 (200x) salta fuori una terza compagna tra le due, molto vicina alla 7463. Si tratta di NGC7464 (m. 13.3, ls. 12.6)
Un bel colpetto ![]()
Immediatamente a Ovest c’è la NGC7448. A 138x mostra un nucleo accennato, un bulge pronunciato e screziato verso l’alone più esterno della galassia che appare molto elongata N-S. E’ facile, di 11.4. A 200x salta fuori chiaro il nucleo e in distolta è chiaramente lì.
Una particolarità della NGC7454, invece, è l’essere circondata da tante stelline. Immediatamente accanto ne ha una di 11.8.
A 105x è piccolina, ma raddoppiando gli ingrandimenti, in visione distolta saltano fuori il bulge e l’alone. Mentre il nucleo lo si vede con la visione diretta.
NGC7468 passa quasi inosservata: è insignificante anche a 260x. E’ di 13.1 ma solitaria.
Stessa sorte per NGC7461, di 13.7.
E ora veniamo al gruppone, fatto in contemporanea con kappotto e il suo 12.
Siamo al confine con i Pesci.
Come al meridiano di Greenwich passando da una galassia e l’altra possiamo stare dal lato del Pegaso…o dal lato dei Pesci.
I gruppo è sontuoso. Le due sorelline di magnitudine 11, NGC7626 e 7619 sono chiare all’oculare. Dopo, trovare il percorso per le altre galassie è piuttosto facile. Distinguerle è il bello del gioco.
Trovata NGC7631 (13.1) luminosa, NGC7623 (12.8 ) piccola e con una parte centrale più densa. Difficile da scorgere è la sua vicina, la NGC7621 (14.9) e non sono certo di averla vista. Anche perchè angolarmente è un chicco di riso.
Spostandosi dall’altra parte, verso Sud, si arriva agevolmente a NGC7611 (12.6) e alla vicina IC5309 (13.7).
Completato il gruppetto noto sull’atlante la piccola NGC7617 (13.8 ) che segue a braccetto la luminosa 7619. Devo salire con gli ingrandimenti fino ad arrivare a 260x per beccarla. E’ proprio piccola.
Completa il quadretto NGC7608 che è veramente amara, elongatissima, debolissima e per niente staccata dal fondo cielo. E’ di 14.2
NGC7615 di 14.4 non l’ho beccata. Ma la NGC7612 di 12.7 non poteva scappare. Prreeeeesa!
Ecco l’ammasso:
Si cambia rotta: vicino alla zampa del Pegaso c’è una coppietta di galassie facile da raggiungere. Si tratta di NGC7332 e 7339 (11.0 e 12.3). La 7332 è piccola, luminosa. A 200x nucleo e bulge sono notevoli. Appare messa di taglio. La 7339 è delicata, uniforme e chiaramente elongata. Insieme fanno davvero una bella coppia!
Un po’ più a Nord c’è la NGC7436 che attira la mia attenzione. L’atlante la riporta piuttosto grande. Appare subito di piatto su uno sfondo di sue stelline. E’ un gruppo di galassie concentratissimo. Al suo interno ci sono la 7436B, la NGC7435 e, appena fuori, la NGC7433.
Probabilmente ho intravisto, a 260x, la 7435, di 14.3, ma era veramente difficile: il gruppo è assolutamente stretto.
http://archive.stsci.edu/cgi-bin/dss_se … &w=5&f=gif
Come l’immagine mostra basta spostarsi di poco per trovare la UGC12274, di 14.9. A primo impatto la galassia ce la si sognava. Ma con uno sguardo più attento e ripartendo dal gruppetto di prima….eccola lì!
Con il Nagler 9 (200x) lo descrivo come un grandissimo sigaro che parte da una stellina (di mag 11.81). Beccata! ![]()
Altra coppietta di galassie è la NGC7323-7324 (13.1 e 14). A 138x la più grande è visibile diafana. A 200x trovo anche la più debole, attaccata immediatamente a una stella di 11.81.
NGC7290 (13.0) appare come una macchiolina ovalescente.
Si finisce la nottata, stanchi, alle 4.30 e l’ultimo oggetto è stato NGC772, una galassia enorme e luminosa (10.3) nell’Ariete. Chissà perchè non mi ha emozionato…
E’ tardi…domani vi annoierò con la seconda nottata ![]()
Intanto vi dico che è stato piacevole passare una nottata in buona compagnia. C’è stata cordialità nei momenti giusti (soprattutto quando è andato in play il CD di Inzet con le sigle dei robot giapponesi), collaborazione osservativa e contemplazione del cielo.
Come Ibrahimovic: decine e decine di gol non bastano a far affezionare l’uomo noioso alla maglia.
Prestazioni su prestazioni, tutte strabilianti, non devono farmi affezionare alla maglia.
Non devo pensare a quanto è bello osservarci dentro.
Devo passare oltre.
“Ci sono altri mondi la fuori”.
Devono venirmi in mente queste idee.
Altre lenti da provare.
Altri campi da esplorare.
Altri spazi da gustare.
E così, oggi, l’ho salutato con una lacrimuccia. Via, così…
Snellire il parco oculari era diventato ormai un imperativo.
Via il Meade, fra poco partirà anche il 30mm…
E tutto sconsolato ho deciso di far entrare in casa un tipo nuovo, un tizio strano. Mi è piaciuto il numero che c’aveva sopra… un “27“….
Insomma, non è male…
“Avrà pure i suoi lati positivi”, forzatamente penso sussultando con una lacrimuccia per il mio amico blu.
“68 gradi di campo apparente non sono quelli che preferisci?“, ribadisco guardando il posto vuoto in valigetta, quello che era della cara…”piccola”….noce di cocco.
Prendo in mano il nuovo arrivato e dico fra me e me “WOW….è leggero! Sono 2 pollici ma cacchio!“
Timido, gli avvicino l’occhio e…“Com’è comodo!” “Vedo i bordi del campo!!!”
Me lo giro, me lo guardo…
“Te guarda che field stop…che finiture….“
E il Meade è lì sul tavolo del negoziante che mi guarda con le spalle girate, si sente escluso, tradito…come i tifosi di una squadra che vedono partire il loro beniamino.
Ma, non bisogna affezionarsi. E’ l’imperativo.
Guarda avanti e, soprattutto, guarda nell’oculare.
Il nuovo arrivato vuole conoscere gli altri…i nuovi compagni di squadra.
Il pilastro della difesa ormai è il Nagler 17, è lui la granata.
Di chi è la colpa di tutto questo?
Di un paio di fattori. Anzi tre.
Il primo scaturisce dalle ultime osservazioni, quando ho messo nel focheggiatore un Panoptic 24 e un Panoptic 22.
Me ne sono innamorato.
Niente campo megalitico.
Niente effetto “moonwalk”.
Stelle secche, dal centro ai bordi.
Colore neutro.
Immagine secca.
Il secondo motivo viene dal bisogno, già citato di ridurre gli oculari.
Otto son troppi.
Va a finire che rimangono in valigetta. Tiro fuori sempre il 13mm, intramontabile, il 7mm, una bomba col 16 pollici e il 17 che avvolge col suo campo.
E, rileggendomi la recensione del Meade…penso “non bisogna affezionarsi”…
A maggio ho preso un 16 pollici, lo vogliamo sfruttare? ![]()
E sfruttiamolo.
matteo.dibella è benfelice di unirsi alla pazzia infrasettimanale: dopo il lavoro si carica tutto in macchina e, alle 21, si è sul posto.
ilmeteo.it la dava per buona, ma la serata non ci ha accolto nel migliore dei modi: il nord era timorosamente coperto da una coltre di nuvole lenta e nera.
A sud passavano veloci nuvole che facevano il velo alla Luna di 16 giorni, sulla via del tramonto.
Qualche occhiata binoculare l’abbiamo data con l’80ino di matteo. Carina, ma ribollosa.
La notte astronomica arriva presto, per la mezzanotte.
Le nuvole son sempre lì. E ci concedono sprazzi di cielo aperto.
Punta M57! E si copriva…
Ora è libero! Punta la Velo! E si copriva…
Siamo andati avanti con questa storia per un’oretta piena. Nel frattempo lo specchione del 16 si acclimatava.
L’umidità è stata nostra compagna costante per tutta la nottata. Il telo del dobson era un asciugamano dopo la doccia….
Per fortuna gli oculari montati al fuocheggiatore non si appannavano. Ma il telrad ogni tanto si…
L’una di notte circa. Le nuvole cominciano ad abbandonarci, almeno quelle pesanti.
Telescopio collimato, acclimatato si comincia…
Accoppiata NGC6946 – 6939: una galassia e un ammasso aperto ricco, in un unico oculare, in 1,2° reali del Meade UWA24mm.
Puntarle è un gioco che dovrebbero provare tutti, anche chi ha diametri piccoli:
Matteo non sa cosa gli voglio far osservare. E gli balza all’occhio solo l’ammasso. Sulla sinistra, però, vede una chiazza “diafana”. “E’ la 6946″, gli dico, “una galassia a spirale di piatto, ci vedi nulla dentro?”.
Il tempo di cambiare oculare e ha imparato “meglio” come vedere in distolta. Ovvero se guardi con l’occhio destro devi lasciarti l’oggetto a sinistra, guardando nella parte destra dell’oculare.
Se osservi col sinistro, sposta lo sguardo a sinistra dell’oculare (purchè l’oggetto sia messo al centro del campo).
Abbiamo contato quattro stelline nella galassia, due sul braccione N-E, due sull’alone.
Solita M27. Sei stelline al suo interno. Stavolta, con l’OIII perdeva un po’ rispetto alla visione in luce bianca. Poco staccata dal fondo cielo.
M57…bella, carina, enorme a 300x…niente stella centrale. Niente IC1296…tranne forse un accenno, meno chiaro delle altre volte che l’ho osservata.
M13. Bello, il solito bla bla bla….ma faccio notare a Matteo che c’è una galassietta appena fuori l’ammasso. “Si, eccola, è lì!” Pensava fosse la NGC6207….era l’IC4217
di 14ma.
Puntata subito dopo la 6207 la descrive come “un faro ovale”. Ehheheh…..
E’ la volta di altre solite ma imperdibili: NGC6992, 6960 e, sopratutto, della 6979, la Pickering. Vista altre volte ma mai così netta e piena di dettagli. Una trama di nebulosità filamentosa, scendeva giù fino alla sua fine. Spettacolo.
Nord America e Pelicano grossissime.
Dobbiamo ancora litigare con le nuvolette che ogni tanto coprono parte del cielo. Non si ha ancora tempo di concentrarsi.
Solo alle 2:00-2:30 il cielo si presenta veramente sgombro e più secco, almeno per come appare la Via Lattea allo zenit e le sue stelline piccole piccole.
Si prova l’ammasso Abell 2151 nell’Ercole. Facile da trovare, difficilissimo da identificare.
Ricchissimo di galassie che, però, questa notte appaiono solo come macchioline appena più chiare del fondo cielo. Sono impastate e isolarle è veramente difficile. Ci provo per 2 secondi, poi mi rendo conto che non è cosa e passo avanti.
Lasciare inosservate B142 e B143 non sarebbe cosa buona e…puntata Tazared eccole lì nel grado e 20 di campo reale dell’ST80.
Nere. Matteo ci rimane a bocca aperta. Il “pettine” è evidente dopo un secondo di tentennamento: non se l’aspettava così grossa ![]()
Tempo di planetarie (maledette planetarie, sono il mio punto debole e mi suggeriscono di cambiare il nick…)
PK64.7+50, la planetaria-della-stella-all’idrogeno-di-Campbell (ammazza oh…). Puntarla? Facile. Identificarla? Na parola! Difficile. Si intravede con i 260x del Nagler 7 ma non è mai chiara. La centrale è molto luminosa (9.6mag) e nasconde la natura della nebulosetta. L’ho riconosciuta solo grazie alle stelline lì attorno.
NGC6826, quel bel pezzo di planetaria. Dopo un po’ ce l’ho fatta…eccone una bellissima, la Blinking.
Perchè la chiamano così?
Vista in diretta salta fuori solo la stellina centrale di 10ma magnitudine.
Vista in distolta la nebulosa si “gonfia” e salta fuori tutta quanta la planetaria, luminosissima.
Questa volta, però, in diretta c’era un insolito anellino di luce a circondare la stella centrale. Bellissima.
Minkovski 92 Ecco la dimostrazione che ad ale king non dovete credere quando vi dice che l’ha osservata. E’ piccola, minuscola, invisibile. C’ho ammattito per un quarto d’ora. Centrarla è un giochino semplice semplice. Ma osservarla?
http://www.visualdeepsky.org/logs/msg00708.html
http://www.astrosurf.com/jwisn/m1-92.htm
Boh, ci riproverò.
Dopo tanta ricerca ci vuole un oggetto facile e rilassante: NGC6888, la Crescent. Matteo non l’ha mai vista. E, all’oculare, nasce subito un “Ohhhh….!”
Mostra addirittura differenze di luminosità lungo l’archetto.
La sua domanda subito dopo è stata “quali altre nebulose ci sono da poter vedere?”…
Punto senza rispondere. Alpha Cas….poco giù….zac! Anzi…PAC!
L’oculare, il Meade UWA 24, si riempie della Pacman, NGC281. Matteo la riconosce in un attimo.
Non l’ho mai vista così. E’ debole (non luminosa come la 7000 o la velo) ma la mascella è contrastata e frastagliata. La parte più luminosa è quella degli “occhi”. Bellissima, è l’oggetto della serata!
Una delle poche mappe che son riuscito a stampare è quella della Sagitta, dove c’è la Sharpless tentata da dob.
Sh2-84, data per “piccola California” dal Night Sky O.G. debolissima, appena presente. Nel cercarla sono finito anche in M71…mi si è chiusa la pupilla per un attimo ![]()
Presa anche la IC1318 e tutto il complesso di Gamma Cygni, gustato in tutta la sua vastità: un trionfo di chiaroscuri…
Il Pegaso è alto ormai e il quintetto me lo voglio godere. La 7331, facile da cercare, è più fioca del solito. Non capisco perchè…ma mi viene un dubbio….
Il secondario era appannato………..santi kleenex.
La NGC7331 ora mostra chiaroscuri all’interno e un bulge molto, molto brillante. Accenno due galassiette immediatamente vicine. Ma l’obiettivo è un altro. Il quintetto.
Devo stamparmi in testa questa triangolazione: mi incasino sempre per arrivare al quintetto…che non ho visto.
NGC7479, la bella galassiona ai piedi del Pegaso. Evidenzia il nucleo e una barra molto aperta. Se il cielo è trasparente si vede anche un accenno di braccio, non presente l’altra notte.
M31 e la M33 sono sorte da un bel pezzo. La 31 è un pugno in un occhio. La 33 alterna la visione distolta da quella diretta.
Se M31 è alta…figuriamoci la NGC891. E’ grossa, parecchio grossa, già nel Nagler 13. Messo il 7mm riempie il campo.
E’ un panino con una striscia nera al centro (matteo.dibella cit.). Il bulge è quasi ingombrante… Poco contrastata, sempre per via dell’umidità.
Si finisce, stanchi, nella speranza di vedere Giove in binoculare. La cosa era improponibile per via del seeing orripilante.
Sconsolati ci accontentiamo della visione regalataci dall’est: Venere, la testa del Toro e Marte nel blu del cielo albeggiante.
Finalmente qualcosa che si preannuncia come un ottimo posto dopo un anno e mezzo di tribolazioni.
Tutte le nebulose sono state osservate con un UHC Thousand Oaks.
Raramente pubblico qualcosa di OT in questo blog. Anzi, sicuramente non l’ho mai fatto.
Voglio rompere il ghiaccio con un qualcosa che è sempre stata una seconda, malsana passione.
Quella dei Prodigy. Mai visti dal vivo. E’ dal 97 che me li sparo almeno una volta al giorno.
Il video è dedicato a voi, desiderosi della potenza del ritmo urticante e prepotente dei PRODIGY!
Ciao a tutti!
Per voi un’applicazione che visualizza il campo reale di due oculari messi a confronto sullo stesso oggetto in cielo: